Chi sono

Ciao a tutti! Sono Alessandro Fresia e come penso tutti voi siate, se state leggendo queste mie parole, sono un grandissimo appassionato di animali, ma, in particolare di quello che veramente è il mio vero miglior amico. Il cane.

Le origini di questa passione

Questa mia passione è nata fin da piccolo, mi sentivo attratto da loro in un modo particolare, non c’era nessuna paura in me e lo sguardo “muso a muso” con animali di 60 cm che all’ epoca erano della mia stessa altezza mi donava una sensazione di profonda gioia che, il più delle volte si tramutava in un classico urlo con relativa risata di un bimbo di due anni, tutto questo, per la preoccupatissima gioia dei miei genitori, veniva seguito da un immenso slurp che mi riempiva tutto il viso.

Nel tempo la mia passione aumentava, non c’era giorno che non chiedessi a mio padre di poter avere un cucciolo da poter accudire ma purtroppo per me la risposta era sempre la stessa. E allora come fare? Nessuna paura, ogni tipo di cane, dal meticcio bianco e rosso da me chiamato Zhiby all’ immenso spinone nero (Nerone), venivano raccolti e portati a casa, puliti, sfamati e nascosti in giardino. Mi ricordo ancora lo sguardo di entrambi rivolto all’ insù cercando di ottenere approvazione come al solito da papà.

Passano gli anni e finalmente, presumo data la mia non più tenerissima età, riesco a portare a casa una bellissima cucciola di pastore, direttamente prelevata e salvata da una delle molte baite di montagna della zona in cui vivo: Laika, una meticcia nera con petto zampe e punta della coda bianche. Da quel giorno non c’è stato un attimo in cui io mi sia sentito infelice. La sua gioia e voglia di vivere mi riempiva il cuore.

Da allora tanto tempo è passato e molti altri cuccioli mi hanno fatto compagnia e donato amore ma ogni volta che guardo uno di loro negli occhi, in me nasce una sensazione di profonda gioia che ancora una volta si trasforma in una risata ed un grido di bambino.

La scoperta e l’amore per i lupi

Come ho già detto, ho sempre amato i cani ma la tipologia che mi affascinava di più era quella lupoide (pastori tedeschi, belga ecc.): mi intrigavano particolarmente, forse perché in quel periodo avevo letto tanti libri di Jack London e di conseguenza la mia fantasia galoppante mi portava a pensare che sarebbe stato molto bello poter condividere o riprovare quelle emozioni vissute dal protagonista del romanzo, ma che non essendoci cani rassomiglianti in tutto e per tutto ai lupi, mi sarei dovuto accontentare di un pastore.

Crescendo la mia curiosità per il mondo lupo non è mai scomparsa, libri e documentari su di loro, mi spiegavano le origini, le sotto classi e il loro comportamento. Fu proprio in quel periodo che incontrai Pascià un meraviglioso cucciolo di meticcio pastore che mi fu regalato per il mio compleanno. Il proprietario della madre, mi disse che il maschio che l’aveva coperta era un grosso cane grigio che rassomigliava a un lupo. In quel momento, sentii “il richiamo della foresta”: “ma allora esistono!” esclamai! E cominciò la ricerca. nel frattempo “Paschi” cresceva e le sue doti di intelligenza erano davvero spettacolari, e anche se il colore del mantello era quello di un pastore tedesco si intravedeva in lui qualcosa di assolutamente particolare. Non so dirvi se quel cane dal manto grigio era uno dei nostri lupi ma sicuramente doveva andarci molto vicino. Fu nel 1993 che ebbi la certezza: durante una mostra canina della mia città vidi in un angolo del locale che accoglieva l’expo uno stand con due lupi. Non stavo più nella pelle, erano li davanti a me indifferenti al forte latrare degli altri animali. Mi avvicinai e feci la più classica delle domande e la risposta naturalmente fu affermativa. Mi sentii nuovamente un bambino con il cuore pieno di felicità.

Ormai sapevo dalla loro esistenza e giurai che appena ne avessi avuto la possibilità uno di loro sarebbe entrato nella mia vita.

Il mio rapporto con loro

Ora dopo diversi anni, nella mia vita sono entrati a far parte più lupi, e il mio rapporto con loro e sicuramente di profondo e reciproco rispetto. Posso affermare che questa splendida razza non ti accetta come leader solo perché ne sei il proprietario, ma al contrario ti valuta, ti giudica, e solo se ne sei all’ altezza ti accetta amandoti per tutta la vita. Naturalmente in un branco di lupi ci sono delle gerarchie che vanno rispettate ed io con loro cerco di essere un vero “Alfa”. Li coccolo quando ne hanno necessità li rimprovero quando serve e a volte se non è pericoloso li lascio liberi di sfogare il loro carattere “selvatico” in modo che possano creare o ridisegnare il branco. Secondo me l’importante e mantenere una certa coerenza, non ci potremo mai permettere di tralasciare nessun dettaglio con loro, perché sono animali estremamente sensibili ed intelligenti e vanno trattati con un particolare riguardo.

Le giornate nei boschi passano veloci. Il loro rincorrersi con forza, velocità e tanta eleganza è qualcosa di indescrivibile. I loro giochi, i loro rituali ancora oggi mi trasportano tra quelle righe che da bambino lessi. Ancora una volta giorno dopo giorno, vivo il richiamo della foresta.